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L'AI può essere un autore? La Corte USA dice no

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Segnalazione di Maurizio Michi, COO di Datasis Group


AI e Copyright: Il caso Thaler 

L'intelligenza artificiale può essere considerata un autore? Questa è la domanda al centro di un'importante sentenza della Corte d’Appello del Distretto di Columbia, che ha stabilito che solo un essere umano può rivendicare la paternità di un’opera ai fini del copyright.

Il caso in questione riguarda Stephen Thaler, un informatico che ha tentato di registrare il copyright per un’opera generata dalla sua AI, la Creativity Machine. La sua richiesta è stata respinta, portando a un acceso dibattito su chi – o cosa – possa essere riconosciuto come autore in questo periodo di creatività automatizzata.

an_entrance_to_heavenA Recent Entrance to Paradise, immagine generata da Creativity Machine di Stephen Thaler

Il Caso Thaler: AI e Diritti d’Autore

Chi è Stephen Thaler e cosa ha fatto?

Thaler è un ricercatore nel campo dell’AI e ha sviluppato la Creativity Machine, un generatore di immagini originali. Nel 2019 ha tentato di registrare presso lo United States Copyright Office un’opera intitolata A Recent Entrance to Paradise, dichiarando che l’autore dell’opera era proprio la sua AI.

Tuttavia, la sua richiesta è stata respinta con la motivazione che il copyright può essere riconosciuto solo a un autore umano. Thaler ha contestato la decisione, portando la questione in tribunale fino alla Corte d’Appello.

Il verdetto della Corte d’Appello

La sentenza della Corte d’Appello ha confermato la decisione dell’U.S. Copyright Office, per i seguenti motivi:

  • Il Copyright Act del 1976 richiede che l'autore di un'opera sia un essere umano.
  • Le opere create esclusivamente da macchine, senza intervento umano, non possono essere protette dal copyright.
  • Il concetto di autorialità implica creatività umana, un principio consolidato nel diritto statunitense.

In sostanza, la Corte ha affermato che una macchina non può possedere un copyright perché non ha diritti legali e non può esercitare intenzionalità creativa.


Perché è importante?

Cosa significa per l’industria?

Questa sentenza è un precedente di grande rilevanza per artisti, aziende e sviluppatori di intelligenza artificiale (che può creare, oltre ad immagini, anche testi e musiche):

Chiarezza sui diritti d'autore – Le opere interamente generate da AI non possono essere protette da copyright, a meno che non vi sia un "contributo umano significativo".
Sfide per le aziende AI – I creatori di strumenti generativi come DALL·E, Midjourney o ChatGPT dovranno chiarire il ruolo degli utenti nella generazione delle opere.
Possibili cambiamenti normativi – L'irreversibile diffusione dell’AI generativa potrebbe spingere il Congresso degli Stati Uniti a rivedere la legislazione sul copyright.

La creatività assistita dall’AI è protetta?

La sentenza non esclude completamente la possibilità di ottenere un copyright su opere create con l’aiuto dell’AI. Secondo le linee guida attuali dell’U.S. Copyright Office:

  • Se un essere umano modifica sostanzialmente il contenuto generato da un’AI, l’opera può essere considerata "di paternità umana".
  • Se l’AI è solo uno strumento, come una fotocamera o un software di editing, e l’utente guida attivamente il processo creativo, il copyright può essere riconosciuto.

Il ruolo del Congresso e delle autorità di regolamentazione

Il dibattito è tutt’altro che chiuso. L’U.S. Copyright Office sta conducendo studi sull’AI e il copyright, e il Congresso degli Stati Uniti potrebbe valutare modifiche legislative per adattare la legge alle nuove tecnologie.

Allo stesso tempo, aziende e creatori stanno cercando nuovi modelli di proprietà intellettuale per proteggere le loro creazioni basate sull’AI. Alcuni esperti propongono di considerare gli sviluppatori di AI come autori indiretti, mentre altri sostengono l’adozione di nuove licenze open-source per le opere generate da macchine.

L’Europa e gli altri Paesi 

Negli Stati Uniti la questione è ancora in fase di discussione, ma altri paesi stanno già affrontando il problema:

  • Italia: Il governo italiano ha proposto modifiche alla Legge sul Diritto d'Autore (Legge 22 aprile 1941, n. 633) per affrontare le sfide poste dalle opere generate dall'IA. Secondo l'articolo 24 della proposta di legge sull'AI, le opere create con l'ausilio di strumenti di intelligenza artificiale possono essere protette dal diritto d'autore solo se è presente un contributo umano creativo, rilevante e dimostrabile
  • Regno Unito: la legge riconosce il diritto d'autore a chi “fa funzionare” l'AI, senza richiedere un’autorialità umana diretta.
  • Unione Europea: il Digital Services Act e il Copyright Directive prevedono la protezione delle opere, ma la questione dell’AI non è ancora completamente regolamentata.
  • Cina: la Cina ha introdotto normative per tutelare i diritti di chi sviluppa e utilizza AI generative.

AI e Creatività, Quale Futuro?

Il caso Thaler solleva l'attualissima questione della regolamentazione della creatività generata dall’AI. Per ora, la legge statunitense rimane chiara: senza un contributo umano, non esiste copyright.

Tuttavia, potremmo presto assistere ad un aggiornamento delle leggi per bilanciare innovazione e tutela della proprietà intellettuale. La domanda resta aperta: come definiremo la creatività in un mondo sempre più automatizzato?